L’obiettivo smart, meglio conosciuto come metodo S.M.A.R.T., è stato sviluppato nel 1954 da Peter Drucker, famoso economista conosciuto per essere “l’uomo che ha inventato il management”, per integrare la filosofia di gestione aziendale MBO (Management by Objectives). Tramite questo sistema vengono  dunque definiti gli obiettivi da mettere al primo posto in relazione alle attività necessarie per il loro raggiungimento. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e qual è la definizione di un obiettivo smart.

Obiettivo smart: significato

Il termine smart è comparso per la prima volta del numero di novembre 1981 della rivista “Management Review” di George T. Doran. Quest’ultimo, infatti, sottolineava che le aziende devono sempre porsi e raggiungere degli obiettivi, ma allo stesso riscontrava che questi obiettivi sono posti in modo poco chiaro. L’obiettivo è valido se i criteri base del metodo sono rispettati. Cosa vuol dire questo? Vi deve essere una sorta di uguaglianza tra l’obiettivo smart e l’acronimo, o meglio, gli obiettivi sono validi se sono fissati i 5 criteri che derivano dall’acronimo anglosassone S.M.A.R.T e cioè:

  • S = Specific (Specifico)
  • M = Measurable (Misurabile)
  • A = Achievable (Raggiungibile)
  • R = Realistic (Realistico)
  • T = Time-Based (Temporizzabile)

Se un obiettivo deve essere smart e di conseguenza il lavoro deve essere pianificato in modo intelligente seguendo questo metodo, deve poter rispondere alle cinque domande corrispondenti alle lettere dell’acronimo. Questo acronimo nel tempo è stato poi arricchito di diversi significati, ma la versione più accreditata resta quella che consente di rispondere queste domande:

  1. L’obiettivo è specifico? Deve essere definitivo e chiaro in quanto deve essere ben indicato cosa, come e perche lo si vuole ottenere;
  2. L’obiettivo smart è misurabile? Deve poter essere espresso numericamente. Cosa vuol dire? Che per essere riconosciuto come tale deve poter essere rappresentato concretamente con un valore esemplificativo come “aumentare la produzione del 15%” oppure “ridurre le spese del 10%”;
  3. L’obiettivo è raggiungibile? Prima di immergersi totalmente il progetto deve essere valutato come realistico e commisurato in riferimento alle risorse e alle capacità di cui si dispone;
  4. L’obiettivo è realistico e rilevante? Prima di investire tempo, denaro e risorse in un lavoro è fondamentale valutare se ne vale davvero la pena. Come è possibile farlo? In questo caso si procede con un analisi attenta sul rapporto tra costi e benefici del progetto da intraprendere.
  5. L’obiettivo può essere temporizzato? Per rispondere a questo domanda ogni obiettivo deve poter essere legato ad una scadenza, si devono fissare degli step di verifica tali da consentire la redazione di relazioni delle varie attività compiute e necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Obiettivo smart: esempio

Di conseguenza se un obiettivo risponde ai criteri definiti tramite le lettere dell’acronimo può essere definito come smart. Ecco quale esempio utile: “ridurrò le ore di lavoro quotidiane del 15% entro un mese”, “dalla prossima settimana inizierò a fare esercizio fisico tre volte alla settimana e smetterò di assumere alcol e zuccheri”, “finirò di scrivere il report entro domani alle 13”.

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